Nel numero di Gennaio 2012 di Il Domani d'Italia, nell'ambito di un articolo sul social business, sono stato intervistato a proposito di Cure Thalassemia.
Un grazie di cuore ad Alessandra Bailo Modesti.
UN CAMMINO DI MILLE MIGLIA INIZIÒ CON UN PRIMO PASSO
Intervista a Eugenio La Mesa di “Cure Thalassemia”
Cure Thalassemia” è un social business, chesi occupa di cura della talassemia major (anche detta anemia mediterranea), la più diffusa malattia genetica mortale al mondo, in India. Un portatore sano (Thalassemia minor) ha un vita normale ed è in buona salute, come il calciatore Zidane e il tennista Sampras. Se due portatori hanno un figlio, hanno il 25 per cento di probabilità che sia affetto da thalassemia major. Guido Lucarelli,l’autorità mondiale in materia e inventore del trapianto di midollo osseo, è il consulente scientifico del progetto di cui Eugenio La Mesa è cofondatore insieme a Pietro Sodani.
Qual è la missione del progetto “Cure Thalassemia”?
In sintesi, il progetto nasce col fine di rendere accessibile a tutti i malati la cura della talassemia,che attualmente è il trapianto di midollo osseo.
Perché avete scelto di dare al vostro progetto la forma di social business?
Perché a me e a Pietro Sodani, l’altro cofondatore,piace l’idea di avere una organizzazione il cui scopo sia risolvere un problema sociale, senza puntare al profitto. Inoltre il modello di social business consente una piena autonomia economico-finanziaria, in modochè l’azienda sia autosufficiente senza bisognod i ricorrere ai soldi di donatori.
Qual è il meccanismo di finanziamento che utilizzate?
Il modello di business è quello del sussidio incrociato, ovvero i pazienti che hanno le possibilità economiche pagano ai prezzi di mercato.E noi, anziché metterci in tasca il profitto,lo mettiamo da parte per reinvestirlo al fine di offrire la stessa cura a chi non sela può permettere. Ogni quattro pazienti paganti,ci impegniamo a curare un malato a bassissimo prezzo.